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BEAUCERON / PASTORE DELLA BEAUCE la storia e lo standard
Tra i cani che vengono presentati in occasione delle prove da lavoro, il Beauceron è sempre tra i più interessanti. La sua potenza
e il suo contegno, il rigore, l'eleganza e la sua dedizione sono tali da sedurre. Da alcuni anni queste qualità ne fanno, in diversi
settori di utilizzo, la miglior razza da pastore francese di questa tipologia. Il Beauceron è un cane di taglia grande, solido, dinamico,
attivo, rustico, potente, ben costruito e muscoloso, senza pesantezza.. amante degli spazi aperti. Sulla sua intelligenza si potrebbe
scrivere un romanzo! Ha un grande ruolo nella protezione civile e come guida per i non vedenti, e a livello sportivo, per gare di
agility, ring, pistage..
Ha lo sguardo nobile, penetrante e vigile.. è un cane con impatto franco e senza paura. L'espressione è libera; non è mai cattivo
né pauroso o inquieto, dotato di sensibilità e intuizione non comuni! Il carattere del Beauceron è saggio e ardito. Noto per la
sua grande attitudine alla sorveglianza, è tra i più temibili difensori dei propri padroni e della sua proprietà..

Il "Bas-Rouge" (l'altro nome con cui viene chiamato) non si piega ma condivide, se di fronte a lui c'è un padrone giusto, calmo
e coerente, che si accorda con la sua personalità fatta di energia, di coraggio e intuizione. Da questo reciproco adattamento nasce
uno stile rude, senza essere rozzo, sobrio senza essere freddo. Niente smancerie con il Beauceron, a questa razza non importano
le apparenze!
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( nelle foto Ch. ALICE de la Pointe aux Herbes CAMPIONESSA DI FRANCIA 1988, trisnonna della nostra ESTELLE de Sainte Petronille )
Potremmo cominciare la storia della razza Beauceron come si fa con tutte le nostre antiche leggende: " C'era una volta un paese
di foreste, di paludi e di grandi pianure percorse da lupi. In questo paese, uomini saggi silenziosi e solitari spingevano i loro greggi
dall'alba al tramonto... "

Originario della Beauce, regione francese dove in passato ha svolto con indomito ardore le funzioni di guardiano di greggi,
cane della Beauce, Beauceron, e Bas-Rouge sono i nomi usati alla fine del XIX° secolo per designare questi antichi cani da pastore
francesi di pianura caratterizzati da un muso a pelo raso e da pelo duro e corto sul corpo, con le orecchie amputate. Il corpo era
contrasseganto da focature soprattutto sugli arti, cosa che meritò ai cani il nome di Bas-Rouge (bas, in francese significa "calza",
dunque "calze rosse"). Il colore del mantello era nero focato, ma vi erano anche cani grigi o interamente neri, o anche
completamente fulvi. Questi cani erano allevati e selezionati per la loro attitudine a condurre e sorvegliare i greggi.

Naturalisti e Zootecnici del XVIII° e XIX° secolo stabilirono la sua discendenza da un ceppo molto antico, designato in
Paleontologia, con il nome di Cane delle Torbiere (Canis familiaris palustris) i cui resti sono stati rinvenuti soprattutto nelle zone
lacustri del Jura francese. Nel 1863, durante la prima esposizione canina organizzata dalla Société Impériale d'Acclimatation, in
occasione dellEsposizione Mondiale, appaiono alcuni cani con orecchie dritte, con mantello nero focato e di aspetto lupoide ed è,
con ogni probabilità, questo il momento a cui si può attribuire la prima apparizione ufficiale di quello che sarebbe poi divenuto il
Pastore della Beauce. Nel corso del XIX° secolo inizia a delinearsi più nettamente lidea di cane da pastore. Il mondo agricolo vive
nel più completo isolamento e ogni regione conserva maggiormente le proprie peculiarità.

La mancanza di comunicazione è sicuramente alla base della creazione e sviluppo di razze canine, ovine e bovine meglio adattabili
ad una o allaltra zona ed è quindi facile immaginare come, in un tempo relativamente breve, sia stato facile il formarsi di gruppi
con forte omogeinità. Fino al XIX° secolo i cani da pastore hanno avuto il ruolo essenziale di assicurare la protezione ai padroni e
ai loro beni, alle pecore, alle capre. Sono animali coraggiosi, massicci, attaccati all'uomo, gelosi dei loro territori dai quali
scacciano ogni intruso anche, se necessario, con la forza. Oggi questo tipo di comportamento si ritrova in alcune razze (cane da
montagna dei Pirenei, komondor, cane da pastore maremmano abruzzese e qualche altra razza) nelle quali si ricercano ancora
queste attitudini, non più per proteggere i greggi dai lupi o dagli orsi, ma piuttosto dai cani randagi e, malauguratamente, dagli
uomini. Non c'è niente da fare: senza un po' di addestramento, questi fieri animali prendono le distanze. Si fidano unicamente del
loro istinto. Seguono il gregge, si accucciano quando si ferma e rizzano le orecchie, osservando i dintorni. E al minimo allarme,
scattano e ringhiano, drizzando il pelo. I pastori vivono giorno e notte con gli animali che devono sorvegliare, tutto l'anno.
Seguendo questo ritmo, uomini e animali finiscono per parlare lo stesso linguaggio; e l'esperienza acquisita dal pastore è tale che
egli non ha alcun bisogno di aiuto per condurre il suo gregge attraverso i campi. La voce e il suo bastone, con il quale può
richiamare i ritardatari, sono sufficienti a tenere le bestie compatte. Il pastore le segue e la sua abilità consiste nello spingerle là
dove reputa meglio, senza che se ne accorgano.

A partire dal XVIII° secolo, la funzione del cane va perdendo di importanza. Con la rivoluzione industriale, le città spopolano le
campagne e gran parte del bestiame deve essere macellato. L'agricoltura si modernizza, le superfici a pascolo e a maggese
diminuiscono, così come la mano d'opera. Si cominciano a cercare cani docili, cioè capaci di apprendere e di piegarsi a una certa
disciplina ma che, in ragione del tipo di manovalanza necessaria e del genere di bestiame, devono essere tenaci e saper lavorare "a
contatto". Si tratta, per i commercianti e i grandi allevatori che investono i loro capitali in soccida, di far circolare sulle strade
gruppi di animali diversi, e per i pastori salariati di prestare la massima sorveglianza, proteggendo le colture. di quest'epoca sono
ancora vicini ai molossi, protettori dei secoli precedenti. La selezione del Beauceron comincia dunque circa un secolo fa.
Nel 1896 alcuni appassionati del cane da pastore si riuniscono nella grande sala del mercato della Villette per iniziativa di
monsieur Sauret, un industriale del tessile e proprietario fondiario. Si tratta dell'ispettore generale al ministero dell'Agricoltura,
monsieur Menaut, di un professore di zootecnia alla scuola veterinaria di Maisons Alfort, Paul Dechambre, del direttore del
Museo di storia naturale, Milne Edwars, del direttore e del veterinario sanitario del mercato della Villette, monsieur Bertaux e
monsieur Teyssandier, e dei sette grossi proprietari e fattori legati da una soccida: monsieurs Boulet, Benard, Brandin, Bizouème,
Roussile, Triboulet e Sevrette. Di pastori... neanche uno. Semplice constatazione. Se questi ultimi fossero stati realmente associati
nell'impresa nascente, che prese la denominazione di Club francese del Cane da Pastore, è certo che le nostre razze della Beauce e
della Brie, sarebbero oggi molto differenti: sicuramente incapaci di competere sui terreni del ring, perché si sarebbe cercato di
deprivarli di tutto; sensibilmente più piccoli, 55 cm al massimo per una maggior mobilità, ma con più colori, non essendo
certamente questo criterio pertinente sul piano del lavoro da svolgere. È anche certo che non ci si sarebbe persi nelle dispute
"scolastiche" sulla carbonatura del pelo o sul doppio sperone, per esempio, ma che sarebbe stato favorito quel tratto del carattere
(o quell'attitudine) specifici del cane da pastore. In ogni caso, il primo lavoro di questa commissione, che si trasforma in club,
è quello di suddividere le razze francesi n due categorie: i cani a pelo lungo, chiamati pastori della Brie, e i cani a pelo corto,
i pastori della Beauce.
Fondata nel 1882, la Société Centrale Canine (SCC) registra subito dei "cani da pastore della Beauce" nel
Libro Origini Francese (LOF): il primo esemplare, chiamato "Pastore de la Chapelle", nasceva nel 1891 prodotto da Georges
Decrossy; più volte vincitore di esposizioni, ottenne il titolo di Campione di Bellezza. All'epoca, i criteri d'iscrizione al Libro erano
molto sfumati, e lo standard di razza era ancora in via di definizione (sarebbe stato redatto solo nel 1897). Il Club francese del
Cane da Pastore opera per il Beauceron (e le altre razze) fino al 1939. Più che un club di razza come lo intendiamo oggi, questa
associazione è, per volontà del suo statuto, una società di "incoraggiamento agricolo", come ne esistono diverse alla fine del XIX°
secolo, quando l'agronomia conosce uno sviluppo molto importante. Ci si appassiona per la genetica applicata alla selezione degli
animali, per tutte le nuove tecniche nate dalla meccanizzazione, e si è convinti di entrare in una nuova era di progresso sulle ali
degli sviluppi scientifici.
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( nelle foto Ch. JAPPELOUP du Relais des Ecuries CAMPIONE DI FRANCIA 1996, trisnonno della nostra FANNY ARGENTEE de Sainte Petronille )
Il Club ha come scopo l'incoraggiamento di ogni mezzo possibile per il miglioramento, l'allevamento e l'addestramento di queste
razze di cani da pastore così utili, collaboratori indispensabili nella fattoria e, al tempo stesso, guardiani fedeli. Inoltre, intende
premiare i soggetti migliori:
- organizzando concorsi di cani da pastore al lavoro ed esposizioni;
- diffondendo, attraverso illustrazioni, i tipi migliori, accompagnati dalla descrizione di ciascuna varietà al fine di facilitare la
scelta dei riproduttori e di informare gli allevatori;
- invitando i soci a iscrivere i propri giovani animali con buone caratteristiche al Libro Origini Francese;
- ricompensando i cani che hanno svolto un proficuo e leale servizio presso i loro padroni o nell'azienda stessa;
- suggerendo alle società di agricoltura di nominare una commissione incaricata di ispezionare i pastori nella loro circoscrizione
e di premiare quelli il cui gregge e ovile risultino meglio curati;
- invitando tutte le società di agricoltura e i consorzi agricoli a premiare, durante le loro riunioni annuali, i cani da pastore
e i bovari;
Compito difficile, per i membri del Club francese del Cane da Pastore, del quale è impossibile misurare l'impatto poiché,
parallelamente, nel 1909 nasce il Club degli Amici del Briard per iniziativa di un allevatore di questa razza, monsieur Lamarque,
giudice della SCC, e nel 1911 il Club degli Amici del Beauceron, fondato anch'esso da un allevatore di Beauceron, A. Siraudin.
Club National Francais des Amis du Beauceron

A questo punto le razze francesi, e il Beauceron in particolare, prendono altre direzioni; e nel 1939 il Club francese del Cane da
Pastore scompare. Tra il 1884 e il 1994, intanto, allevatori amatoriali e club diversi avevano plasmato le razze da pastore francesi
per tappe successive. (Nel 1884 un pastore della Beauce, che di nome faceva Moustache, guadagna la medaglia d'oro
all'esposizione canina di Parigi: si trattava di un esemplare grigio con taglia di 57 cm, e questo dimostra il cammino percorso)
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( nelle foto Ch. BETYLE SARAH de la Mare aux Templiers CAMPIONESSA DI FRANCIA 1990, trisnonna della nostra FLORIANE de Sainte Petronille )
In cento anni, lo standard del Beauceron, relativamente alla taglia, è stato modificato almeno cinque volte:
- nel 1896 impera l'ambiguità, con un margine di 10 cm tra il massimo e il minimo autorizzato, senza distinzione fra i sessi.
Troviamo dunque cani di 70 cm al garrese;
- nel 1911 si va perfino più lontano, tollerando da 2 a 3 cm al di sopra del massimo per i cani veramente belli, e si arriva a 73 cm;
- nel 1923 si fissano alcuni limiti: da 58 a 68 cm per le femmine, contro i 60-70 cm per i maschi;
- nel 1956 si rileva la taglia media alzando i "minimi": 63 cm per i maschi, 61 cm per le femmine;
- nel 1965, al fine di rendere la razza più omogenea, si decide di fissare un ideale e di abbandonare i divari troppo larghi.
Lo standard è dunque rivisto, ma non sarà applicato fino al 1972. La taglia ricercata è oggi di 67 cm con una tolleranza di 3 cm in
più e 2 cm in meno per i maschi (da 65 a 70 cm) e di 65 cm per le femmine, con una tolleranza di 3 cm in più e 4 cm in meno (da
61 a 68 cm). La molteplicità dei mantelli è stata totalmente abbandonata, e a questo proposito è possibile che siano state ridotte la
ricchezza e la varietà genetica della razza. Nel 1965, diventati molto rari, i mantelli grigi, fulvi e completamente neri vengono
eliminati dallo standard. Al contrario, è curioso che si sia mantenuto il mantello arlecchino.
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Quanto alle orecchie: a uguale valore, ancora oggi è leggermente preferito il cane con le orecchie amputate. Pare che questa
preferenza sia riconducibile alle abitudini dei cani da pastore, quando essi combattevano con i lupi e gli orsi: le orecchie amputate
consentivano una minor presa sulla testa (mentre il collo era protetto dal collare). Tuttavia, alla nascita della razza la presenza di
lupi (e a maggior ragione di orsi) era molto limitata. Il taglio delle orecchie veniva praticato soprattutto ai molossi che vegliavano
sui greggi, e solo in certe regioni. Dal maggio 2004 questa pratica è vietata in Francia e dal 2007 anche in italia. Per quanto

( nella foto, da sinistra a destra : Ch. STELLA de Sainte Petronille, OFFRANDE des Assiers, MANDERLEY de Patural, REGENT de Sainte Petronille, ROY du Mas Roc Maria )
Per quanto concerne il pelo, eccetto un breve periodo (intorno al 1900) nel quale, per ragioni più o meno oscure, si vide la produzione di soggetti a pelo corto e fine,
partendo da un pelo duro semilungo con sottopelo abbondante si passa al pelo così come è conosciuto oggi: corto, grosso e duro, da 3 a 4 cm di lunghezza sul
corpo, con un sottopelo fitto ma cortissimo che fa del Beauceron un cane facile da tener curato ma capace di sopportare le intemperie alle quali lo espone il suo
lavoro. Il Club degli Amici del Beauceron ha oggi quasi cento anni di vita. Bisogna riconoscere a questa associazione di aver saputo proteggersi dalle mode,
indirizzando la selezione in modo razionale.
( nella foto, a sinistra Ch. ROCCO de la Montagne du Seigneur , al centro e a destra il multi Ch. DRAGO MALEFOY de Sainte Petronille CAMPIONE DEL MONDO 2011 )
Il Pastore della Beauce è oggi un cane dalle proporzioni armoniose, possente e con forte ossatura. La sua muscolatura è ben
sviluppata senza mai essere pesante. Lo sguardo franco esprime tutta la sua energia e forza.
Standard del Beauceron FCI N°44 del 9/11/2006 ORIGINE: FRANCIA DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD IN VIGORE: 9/11/2006 UTILIZZO: Cane da pastore e da guardia CLASSIFICAZIONE: Gruppo 1 - Cani da pastore e da bovari (esclusi bovari svizzeri). Sezione: 1 - Cani da pastore. Con prove di lavoro
La storia - Il cane da pastore è certamente una delle razze animali che più ha contribuito alla salvaguardia dell'Uomo. Fin dai lontani tempi in cui l'uomo prese coscienza della sua capacità creativa e migliorò le sue condizioni di vita con il fuoco, la caccia, l'agricoltura e l'allevamento, il cane era già presente ed indispensabile. Il Pastore della Beauce (conosciuto anche come Beauceron o Bas Rouge) rientra fra le piu antiche razze francesi, diretto discendente del famoso "Canis familiaris palustris", ha certamente un'origine comune con le differenti razze da Pastore. A partire dal XVII° secolo gli studiosi, gli scrittori e i veterinari narrano di due razze da pastore: un mastino ed un cane da pianura, di quest'ultima parla anche l'abate Rozier nel 1809. I naturalisti del XVIII°secolo: Buffin, Line; Curier e gli zoologi del XIX° secolo Cornevin, Pierre Megnin, Paul Dechambre e altri ancora ritenevano che dal robusto ceppo che i paleontologi hanno definito sotto il nome di "Cane delle Torbiere"(Cane familiaris palustris) i cui resti sono stati rinvenuti principalmente nelle zone lacustri dei Jura francesi. Nel 1863 Pierre Megnin distingue due razze da pastore: una a pelo lungo (il Pastore della Brie) e l'altra a pelo corto il Pastore della Beauce. Il loro aspetto era ben lontano da quello dei soggetti attuali: avevano il muso più fine, le orecchie mozzate e diritte, il pelo di media lunghezza duro ed un folto sottopelo, tracce di focature sopra gli occhi, sotto la mandibola, sulle spalle e sulle estremità delle quattro zampe che suggerì agli allevatori di allora di chiamarli "Bas Rouge" (calze rosse), nome ancora in uso in alcune regioni francesi dove le tradizioni permangono vive. Nel 1894 il trattato"Razze Canine"del conte Henry de Byladt fa menzione del Beauceron con disegni di gran qualità che raffigurano già l'attuale Pastore della Beauce: è questo uno dei testi più antichi che rappresentino il Bas Rouge
ASPETTO GENERALE: Il Beauceron è un cane di taglia grande, solido, rustico, potente, ben costruito e muscoloso, senza pesantezza. PROPORZIONI IMPORTANTI: Il Pastore della Beauce o Beauceron è un cane mediolineo. La lunghezza del corpo, dalla punta della spalla all'estremità della natica, deve essere leggermente superiore all'altezza al garrese. La testa è lunga 2/5 dell'altezza al garrese. La larghezza del cranio e l'altezza della testa sono leggermente inferiori alla metà della lunghezza della testa. Il cranio e la canna nasale sono di eguale lunghezza COMPORTAMENTO/CARATTERE: È un cane con un impatto franco e senza paura. L'espressione è libera; non è mai cattivo né pauroso o inquieto. Il carattere del Beauceron è saggio e ardito. È un cane dalle molte qualità: intelligente, instancabile nel lavoro, di grande tempra e sensibilità, devoto e sincero, fiero e coraggioso ma non impulsivo, equilibrato e di grande adattabilità. Tutte queste caratteristiche hanno permesso il suo utilizzo in numerose attività: oltre alla conduzione di mandrie e di greggi è stato utilizzato durante le due Guerre Mondiali come portaordini e cercatore di mine. In Francia è oggi molto diffuso il suo utilizzo come cane "poliziotto". Come tutti i cani pastore ha bisogno di movimento e di uno scopo sociale nella sua vita. L'addestramento e un'attività sportiva ne rafforzano il carattere e l'equilibrio. E' infatti utilizzato con successo in molte discipline sportive: Utilità e Difesa, Obedience, Agility, Prove di lavoro su mandrie e bovini, Protezione Civile e Pet Therapy. TESTA: La testa è ben cesellata con linee armoniose. Deve essere proporzionata al corpo. Vista di profilo, linee del cranio della canna nasale sono sensibilmente parallele. REGIONE CRANICA: Cranio: piatto o leggermente arrotondato da un lato all'altro. Il solco mediale è poco accentuato, la cresta occipitale è visibile sulla sommità del cranio. Stop: poco pronunciato, ad uguale distanza all'occipite e l'estremità del muso. REGIONE FACCIALE: Tartufo: ben sviluppato in rapporto al muso, mai diviso e sempre nero. Muso: né stretto né appuntito. Labbra: chiuse e sempre ben pigmentate. Il labbro superiore deve coprire quello inferiore in modo netto. Alla loro unione, le labbra devono formare un leggero principio di "tasca" che deve essere ferma. Mandibola, denti: Dentatura forte, con chiusura a forbice Occhi: Orizzontali, di forma leggermente ovale. L'iride deve essere sempre marrone scuro, e comunque mai più chiaro di un nocciola chiaro. Per la varietà arlecchino è ammesso l'occhio vairone. Orecchie: Attaccate alte. Sono portate diritte se tagliate,se non amputate devono presentarsi piatte e piuttosto corte. La lunghezza dell'orecchia integra deve essere eguale alla metà della lunghezza della testa. COLLO: Molto muscoloso, di buona lunghezza, raccordato armoniosamente con le spalle. CORPO: Tronco: Il dorso deve essere diritto. La regione lombare è larga e molto solida. La groppa è un poco inclinata. Garrese: Ben marcato. Petto: Largo, alto e profondo, con perimetro toracico superiore di un quinto all'altezza del garrese; sterno disceso fino alla punta del gomito CODA: Intera, portata bassa, lunga almeno fino alla punta del garretto, senza deviazioni, formando un leggero uncino a forma di "J". In movimento può essere portata più in alto della linea dorsale. ARTI ANTERIORI: Ben in appiombo, visti sia di fronte che di profilo. Spalle: Oblique e mediamente lunghe. Avambracci: Muscolosi. Piedi: Forti, rotondi, compatti. Le unghie devono essere sempre nere. I cuscinetti sono duri ma contemporaneamente elastici. ARTI POSTERIORI: Bene in appiombo visti sia di profilo che posteriormente. Cosce: Larghe e muscolose. Garretto: Forte, disceso non troppo vicino al suolo, deve essere a circa 1/4 dell'altezza del cane al garrese, formando con la gamba un angolo ben aperto. I metatarsi sono quasi verticali, leggermente arretrati rispetto alla punta della natica. Piedi: Forti, rotondi, compatti. Speroni: Per tradizione, i pastori sono tenuti a conservare i doppi speroni. Gli speroni devono essere ben separati gli uni dagli altri e con unghie, molto vicini ai piedi, assai vicini al piede. ANDATURA: Agile e sciolta, con gli arti ben allineati. Il Pastore della Beauce deve presentare un trotto allungato con una buona ampiezza di movimento. MANTELLO: PELO: Raso sulla testa, forte, corto, grosso, fermo e aderente sul corpo di 3-4 cm di lunghezza. Le natiche e la parte inferiore della coda sono leggermente ma obbligatoriamente frangiate. Sottopelo corto, fine, denso e soffice, di preferenza grigio scuro, molto serrato, che non si deve vedere attraverso il pelo del mantello. COLORI: A: Nero focato(bicolore) o bas rouge (dal francese calze rosse), non rosso, con il colore nero deciso, e il colore delle focature rosso scoiattolo. Le focature devono disposte come segue: a forma di "pastiglie" al disopra degli occhi; sulle parti basse del muso,che vanno progressivamente diminuendo sulle guance senza mai arrivare al disotto delle orecchie; sul petto è preferita la presenza di due placche; sotto la gola; sotto la coda; sugli arti si estendono ai piedi , ai polsi e si perdono progressivamente risalendo, senza tuttavia superare più di 1/3 dell'arto, un poco di più nella parte interna. B: Arlecchino: grigio e nero con focature (detto anche tricolore). Il manto è ripartito in parte uguali per il grigio ed il nero o macchie più nere o più grigie, con macchie sempre ben sistinte. Medesima disposizione del nero o bicolore per quanto riguarda le focature. Pochi peli bianchi sul petto sono tollerati. TAGLIA: Maschio: da 65 a 70 cm al garrese. Femmine: da61 a 68 al garrese. DIFETTI: Tutto ciò che fuoriesce da quanto sopra è da considerarsi difetto e pertanto penalizzato in funzione della sua gravità. DIFETTI DA SQUALIFICA: Cane aggressivo e molto pauroso. Taglia fuori dei limiti dello standard. Costituzione debole. Occhio troppo chiaro o vairone (tranne che per l'arlecchino). Tartufo,di altro colore che nero. Prognatismo superiore o inferiore. Mancanza di molari. Orecchie non corrispondenti alla descrizione Angolazionie difettose . Arti anteriori che presentano un eccessivo panardismo. Sperone semplice o totalmente assenti agli arti posteriori. Coda corta o arrotolata sul dorso. Mantello: colori e tessitura diverse da quelle definite nello standard. Assenza totale di focature. Pelo irsuto. Netta macchia bianca ben visibile sul petto. Varietà arlecchino: troppo grigio, nero da un lato grigio dall'altra, testa tutta grigia (assenza di nero). N.B.: I maschi devono avere due testicoli d'aspetto normale completamente discesi nello scroto.
APPARATO SCHELETRICO :

DISTRIBUZIONE DEI DENTI NELLA MASCELLA :

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Club National Francais des Amis du Beauceron